martedì 7 dicembre 2010

non devo essere lasciva,
assaggiare con la lingua la saliva delle belle sirene,
lasciarmi portare dove il pugno non batte alla porta.
devo piegare la bocca, stringere forte la testa tra i palmi delle mani e restare qui.
rispondere agli sms, coltivare le amicizie, dare l'acqua alle piante.

non devo rispondere al richiamo dell'implicito desiderio di tagliare le mosche a metà con le forbici, per ore.
per sempre.
non devo ossessionarmi. non devo ossessionarmi. non devo ossessionarmi.

devo smetterla di andare in giro a dire che ho il cancro,
che sono disoccupata,
che ho venduto la casa per mantenermi,
che voglio mollare tutto,
solo perché non ho altro da dire,
non so mantenere conversazioni formali,
o perché ho paura.

devo avere conversazioni più normali,
o formali (se non fa differenza),
approvare le vostre decisioni,
rassicurare le scelte professionali
i biglietti del cinema.
chinare la testa avanti e indietro ripetutamente nel gesto nordoccidentale di approvazione,
dimostrare di appartenere alla classe intellettuale e politica di trenta-quarantenni che si sente ingiustamente esclusa dal potere intellettuale e politico pur ritenendo di avere fatto le letture giuste, avere visto i film giusti e avere costruito una mappa certa di punti di riferimento politici e intellettuali condivisibili e fondamentalmente corretti da un punto di vista etico, giuridico ed economico.
devo appartenere di più.
essere più esclusiva.
farmi piacere saviano.

ma non posso.
perché ti ho pensato ancora,
gli occhi che si schiudono come stelle,
il passo lungo, la pianta del piede, l'oscillazione delle anche.
quando compri il giornale, quando fai benzina, quando ricordi, quando futuri.

26 commenti:

  1. ricordi nella norma,
    futuri nella forma.
    discorso perso.
    meglio pizza e birra?

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  2. è bellissima...
    e mi mancano tutte le parole che non servono

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  3. a me non l'hai detto che hai il cancro.

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  4. andrea, con te non ci sono noiosismi formali.
    con te è bello avere paura

    shadow, licenziale se con seVvono. Il mondo è pieno di paVole disposte a seVviVti

    patè, il carboidrato mi fa fare le scorregge. va bene lo stesso vino rosso e bistecca?

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  5. tutti stanno male
    poi non si ammala nessuno

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  6. tutti si occupano
    nessuno lavora

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  7. una questione di qualità
    o una formalità
    non ricordo più bene una formalità
    come decidere di radersi i capelli
    di eliminare il caffè, le sigarette
    di farla finita con qualcuno
    o qualcosa, una formalità una formalità
    o una questione di qualità
    io sto bene io sto bene
    io sto male io sto male
    io non so io non so
    come stare dove stare

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  8. linkare ti è dolce nel tuo mare
    ferretti è tornato a casa

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  9. dalla mamma? come syd barrett?
    o da berlusconi, come capezzone?

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  10. dalle grandi braccia di madre chiesa

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  11. madre chiesa ha anche grandi tette e grande vagina?
    ci faccio un pensiero

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  12. oggetto multifunzione.
    grande successo di mercato.

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  13. dimostrare di appartenere alla classe intellettuale e politica di trenta-quarantenni che si sente ingiustamente esclusa dal potere intellettuale e politico pur ritenendo di avere fatto le letture giuste, avere visto i film giusti e avere costruito una mappa certa di punti di riferimento politici e intellettuali condivisibili e fondamentalmente corretti da un punto di vista etico, giuridico ed economico.
    bah. secondo me sei un genio.

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  14. devo essere più cattivista.
    devo essere più buonista
    renton? dove sei?

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  15. ce l'ha più grosso andrea o renton?
    misurare bene, misurare tutto
    vale anche per lu cervello

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  16. difficile avere conversazioni normali in questo periodo, nemmeno il meteo aiuta più.

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  17. andrea: facciamoglielo noi il festone

    dilaudid: non impari mai. qui non si misura niente. siamo smisurati e banali

    sammy, siamo diversamente conversanti

    patè: bene, mi inviti a cena.

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  18. Prenderei queste trentacinque righe e le avvolgerei nel miele, devono essere croccanti.

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  19. polvere di unghie limate, crescono.
    siamo tutti malati di un male curabile, dall'interno (uova nel culo caldo di una gallina)

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